Legge 6 gennaio 1931, n. 99
L. 6 gennaio 1931 n.99 (Pubblicata nella Gazz. Uff. 19 febbraio 1931, n.
41)
Disciplina della coltivazione, raccolta e commercio delle piante officinali
Art.1
Chiunque raccoglie piante officinali deve ottenere la carta di
autorizzazione; chi utilizzi altresì dette piante deve conseguire il diploma
di erborista.
Per piante officinali si intendono le piante medicinali, aromatiche e da
profumo, comprese nell'elenco che sarà approvato con regio decreto, su
proposta del Ministro per l'agricoltura e le foreste, di concerto con quello
per le corporazioni [Ora Ministero dell'industria e
commercio (R.D. 9 agosto 1943, n. 718; D.Lgt. 21 giugno 1945, n. 377; D.Lgt.
10 agosto 1945, n. 474).], udita la commissione consultiva di cui
all'art. 10 della presente legge [Vedi il R.D. 26 maggio
1932, n. 772.].
Art. 2.
La carta di autorizzazione conferisce la qualità di raccoglitore e viene
rilasciata dal podestà, su parere dell'associazione sindacale fascista [Le associazioni sindacali fasciste sono state soppresse dal
D.Lgs.Lgt. 23 novembre 1944, n. 369.] a cui il richiedente appartiene.
Con il regolamento per la esecuzione della presente legge
verranno stabilite le condizioni per poter ottenere la carta di
autorizzazione.
Art. 3.
La carta di autorizzazione, oltreché dal podestà, deve essere firmata dal
rappresentante dell'associazione indicata nel precedente articolo e deve
specificare le piante officinali delle quali viene consentita al titolare la
coltivazione e la raccolta, nonché l'epoca e le modalità per la raccolta
medesima, secondo quanto verrà disposto con decreto reale su proposta del
Ministro per l'agricoltura e foreste, udita la commissione consultiva di cui
all'art. 10. La conformità delle norme trascritte sulla carta di
autorizzazione a quanto è stabilito dal competente ministero, deve essere
accertata da un diplomato in erboristeria che abbia a ciò avuto la delega
dalla commissione anzidetta.
Art. 4.
La carta di autorizzazione deve essere esibita ad ogni richiesta delle
autorità ed agenti preposti all'applicazione della presente legge. La
mancanza di essa, da parte del raccoglitore, è punita con un'ammenda da £
100 a £ 1000 [La sanzione originaria dell'ammenda è
stata sostituita, da ultimo, in "lire 20.000 a lire 200.000", con la
sanzione amministrativa dall'art. 32, L. 24 novembre 1981, n. 689.
L'importo della sanzione è stato così elevato dall'art. 3, L. 12 luglio
1961, n. 603, nonché dall'art. 114, primo comma, della L. 24 novembre 1981,
n. 689, in relazione all'art. 113, primo comma, della stessa legge.],
che, in caso di recidiva, è aumentata sino alla metà del suo ammontare.
Art. 5.
Chiunque arreca danni alle piante di cui all'art. 1 è soggetto, qualora il
fatto non sia considerato reato più grave da altre disposizioni di legge,
all'ammenda da £ 50 a £ 500 [La sanzione originaria
dell'ammenda è stata sostituita, da ultimo, in "lire 10.000 a lire
100.000", con la sanzione amministrativa dall'art. 32, L. 24
novembre 1981, n. 689. L'importo della sanzione è stato così elevato
dall'art. 3, L. 12 luglio 1961, n. 603, nonché dall'art. 114, primo comma,
della L. 24 novembre 1981, n. 689, in relazione all'art. 113, primo comma,
della stessa legge.].
Art. 6.
Il diploma di erborista viene rilasciato dalle scuole di erboristeria
presso le scuole di farmacia universitarie, a chi, avendo frequentato gli
appositi corsi di studio, da stabilirsi con il regolamento di cui all'art. 2,
abbia superato gli esami finali.
Art. 7.
Il diploma di erborista conferisce l'autorizzazione a coltivare e
raccogliere piante officinali indigene ed esotiche, nonché alla preparazione
industriale di esse.
Tale autorizzazione non comprende la facoltà di vendere al minuto, che
spetta, peraltro, ai farmacisti.
Il diploma sarà registrato presso l'ufficio del comune o dei comuni nei
quali l'erborista intende svolgere la propria attività. Gli uffici stessi
comunicheranno alle rispettive regie prefetture le registrazioni avvenute.
Nulla è innovato a quanto dispone, riguardo alla vendita delle piante
officinali e dei loro prodotti, a dose e forma di medicamento, l'articolo 18
della legge 22 maggio 1913, n. 468 [Vedi, ora, gli artt.
104 e segg., R.D. 27 luglio 1934, n. 1265], recante disposizioni
sull'autorizzazione alla apertura e all'esercizio delle farmacie.
Art. 8.
Le contravvenzioni agli articoli 6 e 7 sono punite con un'ammenda da £ 50
a £ 1.000 [La sanzione originaria dell'ammenda è stata
sostituita, da ultimo "in lire 10.000 a lire 200.000", con la sanzione
amministrativa dall'art. 32, L. 24 novembre 1981, n. 689. L'importo della
sanzione è stato così elevato dall'art. 3, L. 12 luglio 1961, n. 603,
nonché dall'art. 114, primo comma, della L. 24 novembre 1981, n. 689, in
relazione all'art. 113, primo comma, della stessa legge.].
In caso di recidiva, la pena è aumentata sino alla metà e si fa luogo
alla sospensione dell'esercizio della professione, per la durata da uno a sei
mesi.
Art. 9.
Non è considerato erborista né raccoglitore, agli effetti della presente
legge, chi distilla piante acquistate da raccoglitori, né chi detiene per uso
proprio o della famiglia, senza farne commercio, piante officinali in
quantità non superiore a quella stabilita dall'elenco che sarà approvato con
decreto reale su proposta del Ministro Per l'agricoltura e le foreste [Vedi il R.D. 26 maggio 1932, n. 772].
Commissione consultiva per le piante officinali
Art. 10.
È costituita presso il Ministero dell'agricoltura e delle foreste una
commissione consultiva per le piante officinali, la quale ha il compito di
studiare e proporre i provvedimenti volti all'incremento ed alla migliore
utilizzazione del patrimonio erboristico medicinale ed essenziero.
La commissione stessa adempie le altre funzioni ed attività ad essa
demandate dalla presente legge o delle quali venga di volta in volta investita
dal Ministro per l'agricoltura e le foreste.
Art. 11.
La commissione di cui al precedente articolo è nominata con decreto reale
su proposta del Ministro per l'agricoltura e le foreste ed è composta di un
rappresentante designato da ciascuna delle associazioni sindacali appresso
indicate:
Confederazione nazionale fascista degli agricoltori;
Confederazione nazionale sindacati fascisti dell'agricoltura;
Confederazione nazionale fascista dell'industria;
Confederazione nazionale fascista del commercio;
Sindacato nazionale fascista dei medici;
Sindacato nazionale fascista dei farmacisti;
Sindacato nazionale fascista dei tecnici agricoli [Vedi nota all’art.
2.].
La commissione è composta altresì di un rappresentante dell'ente
nazionale per l'artigianato delle piccole industrie, dell'istituto nazionale
della esportazione e di tre membri scelti dal Ministro per l'agricoltura e le
foreste fra persone competenti, oltre che dai seguenti rappresentanti di
diritto:
direttore generale dell'agricoltura;
direttore generale della sanità pubblica;
direttore generale della produzione industriale e degli scambi;
direttore della regia stazione sperimentale per le piante officinali
ammessa al regio orto botanico di Napoli;
direttore della regia stazione sperimentale per le industrie delle essenze
e dei derivati dagli agrumi di Reggio Calabria.
La commissione è presieduta dal Ministro o dal sottosegretario di Stato
per l'agricoltura e le foreste.
I membri di nomina governativa durano in carica un triennio e possono
essere riconfermati.
Consorzi e federazioni
Art. 12.
Per determinate specie di piante officinali, comprese nell'elenco di cui
all'art. 1 e per determinate zone, potranno costituirsi consorzi per la
coltivazione, raccolta, conservazione e prima manipolazione ed utilizzazione
delle piante stesse.
Tali consorzi sono costituiti con decreto del Ministro per l'agricoltura e
le foreste di concerto con quello per le corporazioni [Ora
Ministero dell’industria e commercio (D.Lgt. 21 giugno 1945, n. 377 e D.Lgt.
10 agosto 1945, n. 474).], su domanda di almeno dieci coltivatori o
raccoglitori.
La domanda deve indicare le piante che si intendono raccogliere e le
rispettive zone. Le associazioni sindacali fasciste [V.
nota all’art. 2.], a cui i richiedenti appartengono, trasmetteranno
le domande stesse al competente ministero, corredandole del proprio motivato
parere.
Il ministero, compiuti gli accertamenti del caso e sentita la commissione
consuntiva, provvede, con proprio decreto, alla costituzione del consorzio, il
quale dovrà uniformarsi alle norme che saranno stabilite dal regolamento di
cui all'art. 2.
Art. 13.
Il Ministro per le corporazioni [Ora Ministero dell’industria
e commercio (D.Lgt. 21 giugno 1945, n. 377 e D.Lgt. 10 agosto 1945, n. 474).],
sul parere di quello per l'agricoltura e le foreste, il quale udrà la
commissione consultiva per le piante officinali, potrà provvedere a
costituire in federazione i consorzi che ne facciano domanda, purché non
siano meno di dieci.
Art. 14.
La vigilanza su quanto concerne l'applicazione della presente legge è
affidata ai funzionari ufficiali ed agenti di pubblica sicurezza e della forza
pubblica, della milizia nazionale e forestale [Ora Corpo
forestale dello stato (D.Lgs. 12 marzo 1948, n. 804).], alle guardie
giurate comunali e campestri ed ai vigili sanitari.
Art. 15.
Gli agenti che accertino contravvenzioni, seguite da sentenza di condanna,
percepiranno la metà dell'ammontare delle ammende stabilite dalla presente
legge.
Disposizioni generali e transitorie
Art. 16.
Alle spese per l'applicazione della presente legge, comprese quelle
relative al funzionamento della commissione consultiva di cui all'art. 10, si
provvede con un fondo di lire 200.000 da iscriversi annualmente nel bilancio
del Ministero dell'agricoltura e delle foreste. Tale fondo però per
l'esercizio finanziario 1930-31 sarà di £ 50.000.
Con la somma stessa si provvede:
1° alla propaganda volta all'incremento della flora officinale e delle
industrie derivate;
2° alla concessione di contributi per la sperimentazione secondo le
direttive e le finalità che stabilirà la commissione di cui all'art. 10.
Art. 17.
Entro un anno dalla promulgazione della presente legge [Termine prorogato al 31 dicembre 1932 dall’articolo unico
L. 31 marzo 1932, n. 402.], coloro che esercitano la professione di
erborista, dovranno aver conseguito il relativo diploma ed i raccoglitori
dovranno essere forniti della prescritta carta di autorizzazione.
Per il rilascio delle carte di autorizzazione, la commissione consultiva
per le piante officinali redigerà un elenco di esperti che,
contemporaneamente, faranno l'accertamento preveduto nell'art. 3 della
presente legge, fino a che non esista un numero sufficiente di erboristi
diplomati.
Art. 18.
Il Ministro per l'agricoltura e le foreste, di concerto con quello per
l'educazione nazionale [Ora Ministero della pubblica
istruzione (R.D. 29 maggio 1944, n. 142).], sentito il parere della
commissione consultiva per le piante officinali, ha facoltà, secondo le norme
che saranno stabilite dal regolamento di cui all'art. 2, di convalidare i
titoli esistenti all'atto della promulgazione della presente legge, nonché di
conferire il diploma alle persone che possano essere abilitate all'esercizio
della professione di erborista.
Tale facoltà non può concedersi oltre il 31 dicembre 1931 [Termine prorogato al 31 dicembre 1932 dall’articolo unico
L. 31 marzo 1932, n. 402.].
Marcello Guidotti, copyright 2004
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